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Scritto Lunedì 17 maggio 2010 alle 21:18

Mandic: aperta la nuova Endoscopia, per
i pazienti ora c'è la sedazione cosciente

Merate

La struttura semplice “rinnovata” di Endoscopia dell’ospedale di Merate ha aperto ufficialmente i battenti questa mattina lunedì 17 maggio, al 3° piano del Padiglione Villa. Dotato di due ingressi separati, uno riservato ai pazienti esterni e uno a quelli provenienti dal nosocomio, il nuovo reparto consente finalmente di effettuare gastroscopie e colonscopie sotto sedazione cosciente, come già avviene all’ospedale di Lecco presso la struttura complessa di Endoscopia diretta dal dottor Fabrizio Parente.

 



L`ingresso riservato agli interni e quello per i pazienti esterni

 

 

Una delle postazioni delle diagnosriche e la zona di osservazione post operatoria

 

Sono 3 le sale diagnostiche in cui vengono effettuati gli esami (2 effettivamente attive), cui si aggiunge un locale per il lavaggio ad alta disinfezione degli strumenti (dotato di 2 macchinari lava-endoscopi per un totale di 4 vasche), una sala d’aspetto, una zona di osservazione post-esame dove i pazienti possono rilassarsi e locali riservati a medici e infermieri. “La nuova struttura permette di riqualificare enormemente l’ospedale di Merate” ha spiegato il coordinatore infermieristico Sergio Anghileri.

 

 

La sala d`aspetto

 

“Effettuiamo una ventina di esami al giorno e la possibilità di essere sedati consentirà a molti pazienti di essere esaminati qui senza dover andare fino a Lecco”. Presso la struttura semplice meratese operano 4 infermieri, il coordinatore Sergio Anghileri che lavora tra il Manzoni e il Mandic, il dottor Carlo Borsa e il dottor Antonio Armellino. Attualmente gli endoscopi in dotazione sono quelli utilizzati nel “vecchio” reparto, in attesa di 3 nuove colonne endoscopiche dopo l’estate. Con queste sarà possibile ottenere una qualità di immagine nettamente superiore e strumenti più sottili e flessibili per diminuire il fastidio dei pazienti. Il canale operativo interno a questi però sarà più ampio, garantendo un margine d’indagine maggiore.

 

 

Una delle postazioni


Attraverso lo strumento endoscopico il medico potrà prelevare campioni attraverso pinze, infiltrare sostanze con un ago, asportare tessuto con l’elettrobisturi ad ansa e coagulare i tessuti con il laser, il tutto attraverso un tubo il cui diametro non supera il centimetro e mezzo.

 

 

Gli esami endoscopici consentono di osservare e operare il sistema digerente dall’esofago fino alla seconda porzione duodenale (gastroscopia) e dall’ano al primo tratto dell’ileo (endoscopia e ileoscopia), per combattere ulcere, sanguinamento, forme tumorali, morbo di Crohn, diverticoli e polipi, che se trascurati possono degenerare in forme maligne. Una parte dell’intestino resta tuttora inesplorabile, ma si tratta di un’area in cui è davvero raro che si sviluppino patologie.

 

 

Il corridoio centrale

 

L’azienda ospedaliera di Lecco effettua mediamente 11.200 – 11.300 esami endoscopici all’anno, suddivisi tra Lecco e Merate. È il terzo volume di attività in Lombardia dopo il San Raffaele e il Niguarda e la percentuale di persone che aderiscono alla campagna di screening dell’Asl arriva al 58%.

R.R.



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