Statistiche di accesso
Merateonline > Cronaca > dal territorio
Scritto Marted́ 18 maggio 2010 alle 23:14

Osnago, Lomagna e Ronco alla marcia di
Assisi per ``abbracciare`` la pace

Osnago

Una delegazione di circa 50 persone organizzata dai Comuni di Osnago, Lomagna e Ronco Briantino ha partecipato alla Marcia della Pace Perugia-Assisi domenica 16 maggio.

 

Come ha detto alla vigilia dell’iniziativa Flavio Lotti - coordinatore nazionale della Tavola della Pace - "Abbiamo bisogno di continuare a camminare e quindi la Marcia di domani non finisce ad Assisi ma continua”. Si tratta della 18ma edizione della Marcia per la pace Perugia Assisi, la storica camminata di 24 chilometri che si tenne per la prima volta il 24 settembre 1961 e partita alle 9.00 dai Giardini del Frontone del capoluogo umbro. Così l`anno prossimo, nei cinquant`anni della Marcia ideata da Aldo Capitini, si tornerà a marciare domenica 25 settembre 2011. “Abbiamo bisogno" dice Lotti "di una marcia quotidiana. Non di eventi ma di un lavoro giorno per giorno e abbiamo necessità di fare tutti un grande investimento educativo. Insieme per superare divisioni e distinguo in quella che non è una passeggiata, ma un laboratorio di riflessione politica che, ad ogni marcia, costruisce un`agenda che nasce dai seminari e laboratori preparatori, luogo di elaborazione di un`agenda politica della Perugia-Assisi. Agenda per suggerire alla politica, se non le soluzioni, il metodo per affrontare le crisi che attraversano l`Italia e il mondo”.
Alla Marcia hanno aderito 1130 realtà, 635 città, 135 enti locali, 130 associazioni e reti nazionali, 518 associazioni locali, 125 scuole, 5000 studenti e decine di migliaia di cittadini che arriveranno domani sfidando la pioggia. Ma ci sono state soprattutto le vittime della guerra e della violenza di mafia e di quella sociale, più sottile e meno evidente, che si chiama mancanza di lavoro o vecchie e nuove povertà. Lotti spiega che alla testa del corteo, dove un caterpiller “vero” ha inarcato un appello simbolico (“I diritti umani non si sgomberano”), c`erano proprio loro: le vittime. “Le vittime in testa” dunque: parenti di chi è stato ucciso dalle mafie o dalla violenza quotidiana della guerra: uomini e donne dall`Afghanistan, giovani scappati alle maglie della polizia politica iraniana, africani e africane, iracheni.

 

 

Osnago, Lomagna e Ronco Briantino hanno partecipato per dimostrare ancora una volta il loro impegno per la diffusione di una cultura della Pace, che parte proprio dal quotidiano: "abbiamo davvero bisogno di un`altra cultura: di sostituire la paura con il dialogo, la violenza con la capacità di accogliere, l`egoismo con la condivisione".



© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco