La struttura semplice “rinnovata” di Endoscopia dell’ospedale di Merate ha aperto ufficialmente i battenti questa mattina lunedì 17 maggio, al 3° piano del Padiglione Villa. Dotato di due ingressi separati, uno riservato ai pazienti esterni e uno a quelli provenienti dal nosocomio, il nuovo reparto consente finalmente di effettuare gastroscopie e colonscopie sotto sedazione cosciente, come già avviene all’ospedale di Lecco presso la struttura complessa di Endoscopia diretta dal dottor Fabrizio Parente.
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L`ingresso riservato agli interni e quello per i pazienti esterni |
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Una delle postazioni delle diagnosriche e la zona di osservazione post operatoria |
Sono 3 le sale diagnostiche in cui vengono effettuati gli esami (2 effettivamente attive), cui si aggiunge un locale per il lavaggio ad alta disinfezione degli strumenti (dotato di 2 macchinari lava-endoscopi per un totale di 4 vasche), una sala d’aspetto, una zona di osservazione post-esame dove i pazienti possono rilassarsi e locali riservati a medici e infermieri. “La nuova struttura permette di riqualificare enormemente l’ospedale di Merate” ha spiegato il coordinatore infermieristico Sergio Anghileri.

La sala d`aspetto |
“Effettuiamo una ventina di esami al giorno e la possibilità di essere sedati consentirà a molti pazienti di essere esaminati qui senza dover andare fino a Lecco”. Presso la struttura semplice meratese operano 4 infermieri, il coordinatore Sergio Anghileri che lavora tra il Manzoni e il Mandic, il dottor Carlo Borsa e il dottor Antonio Armellino. Attualmente gli endoscopi in dotazione sono quelli utilizzati nel “vecchio” reparto, in attesa di 3 nuove colonne endoscopiche dopo l’estate. Con queste sarà possibile ottenere una qualità di immagine nettamente superiore e strumenti più sottili e flessibili per diminuire il fastidio dei pazienti. Il canale operativo interno a questi però sarà più ampio, garantendo un margine d’indagine maggiore.

Una delle postazioni |
Attraverso lo strumento endoscopico il medico potrà prelevare campioni attraverso pinze, infiltrare sostanze con un ago, asportare tessuto con l’elettrobisturi ad ansa e coagulare i tessuti con il laser, il tutto attraverso un tubo il cui diametro non supera il centimetro e mezzo.
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Gli esami endoscopici consentono di osservare e operare il sistema digerente dall’esofago fino alla seconda porzione duodenale (gastroscopia) e dall’ano al primo tratto dell’ileo (endoscopia e ileoscopia), per combattere ulcere, sanguinamento, forme tumorali, morbo di Crohn, diverticoli e polipi, che se trascurati possono degenerare in forme maligne. Una parte dell’intestino resta tuttora inesplorabile, ma si tratta di un’area in cui è davvero raro che si sviluppino patologie.

Il corridoio centrale |
L’azienda ospedaliera di Lecco effettua mediamente 11.200 – 11.300 esami endoscopici all’anno, suddivisi tra Lecco e Merate. È il terzo volume di attività in Lombardia dopo il San Raffaele e il Niguarda e la percentuale di persone che aderiscono alla campagna di screening dell’Asl arriva al 58%.
R.R.